Vittime di internamenti su base giuridico-amministrativa

Fino all’inizio degli anni Ottanta, adolescenti e giovani adulti venivano internati sulla base di una decisione amministrativa, senza verdetto di colpevolezza e senza sentenza del tribunale. Questi giovani ragazzi e ragazze venivano collocati in stabilimenti chiusi e in prigione ai fini di «educazione al lavoro», perché presumibilmente conducevano una «vita dissoluta» oppure venivano classificati come «fannulloni». Anche le donne alle quali si attribuiva una «condotta viziosa» venivano imprigionate, per esempio nel penitenziario femminile di Hindelbank. Poiché gli internamenti su base giuridico-amministrativa ostacolavano la ratifica della Convenzione europea sui diritti dell’uomo (CEDU), questa pratica fu cambiata nel 1981. Nel frattempo, il torto è diventato pubblicamente noto. Nel 2014, il Parlamento ha «riabilitato» le persone internate sulla base di una decisione amministrativa. Tuttavia, una riparazione finanziaria per il dolore patito non figura nella legge sulla riabilitazione.

Strebel, Dominique (2008): „Was die mit uns gemacht haben!“ (Beobachter 20/2008).